Il 17 settembre riapre lo sportello del Fondo per il sostegno alla Transizione Industriale
Il 17 Settembre riapre il nuovo sportello per la presentazione di domande del Fondo per il sostegno alla transizione industriale, che ha l’obiettivo di favorire l’adeguamento del sistema produttivo italiano alle politiche UE sulla lotta ai cambiamenti climatici.
Le domande presentate saranno sottoposte ad una procedura valutativa per determinare la graduatoria per l’ordine di ammissione alleagevolazioni previste.
Chi può partecipare
Le agevolazioni sono concesse a imprese di qualsiasi dimensione (Pmi e Grandi) dell'intero territorio nazionale, che, alla data di presentazione della domanda, tra gli altri requisiti, operino nel settore manifatturiero di cui alla sezione C della classificazione delle attività economiche ATECO 2007.
Il 40% delle risorse è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Il 50% delle risorse è riservata, invece, alle imprese energivore (ovvero quelle inserite nell’elenco tenuto dalla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali – CSEA, relativo alle imprese a forte consumo di energia ai sensi dell’articolo 19, comma 2, della legge 20 novembre 2017, n. 167).
Cosa Finanzia
I programmi di investimento devono riguardare una sola unità produttiva dell’impresa, e devono perseguire almeno una delle seguenti finalità:
1. Miglioramento dell’efficienza energetica: interventi volti a ridurre i consumi energetici o a rinnovare i processi produttivi per aumentarne la sostenibilità, in conformità agli articoli 14, 17 e 38 del Regolamento GBER;
2. Autoproduzione di energia da fonti rinnovabili: realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile, incluse soluzioni basate sull’idrogeno e sistemi di cogenerazione ad alto rendimento, ai sensi dell’articolo 41 del Regolamento GBER;
3. Uso efficiente delle risorse: progetti che riducono l’utilizzo di materiali tramite strategie di riuso, riciclo o recupero, favorendo un approccio più circolare nella gestione delle risorse.
Non sono ammessi interventi che determinano un aumento della capacità produttiva, fatti salvi gli aumenti derivanti da esigenze tecniche, qualora non superiori al 20% rispetto alla situazione precedente all’intervento.
I suddetti programmi devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso al Fondo, prevedere spese complessive ammissibili di importo compreso tra 3 milioni di euro e 20 milioni di euro ed essere realizzati entro 36 mesi dalla data di concessione del contributo (con una eventuale proroga del termine di ultimazione del programma non superiore a 12 mesi). Entro tale termine dovrà intervenire anche l’entrata in funzione e la piena operatività degli investimenti oggetto dei programmi di sviluppo agevolato.
I programmi di investimento inoltre devono rispettare il divieto di doppio finanziamento, ai sensi dell’articolo 9 del Regolamento (UE) 2021/241 e successive modificazioni e integrazioni, e non arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali, ai sensi dell’articolo 17 del Regolamento (UE) 2020/852 (DNSH) e successive modificazioni e integrazioni, e devono risultare conformi alla normativa ambientale nazionale e unionale applicabile nonché a quanto prescritto dalla circolare MEF-RGS del 14 maggio 2024, n. 22, e alle relative schede tecniche applicabili.
Spese Ammissibili:
- Suolo aziendale e relative sistemazioni (entro il 10% dell’investimento totale ammissibile);
-Opere murarie e assimilate (nel limite del 40% dell’investimento totale ammissibile e solo se funzionali agli obiettivi ambientali);
-Impianti e attrezzature varie di nuova fabbricazione;
-Programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate;
La misura ammette, inoltre, le spese per la formazione del personale.
Agevolazione prevista
L'agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto dal 30% al 50% a seconda della dimensione d'impresa, della localizzazione geografica e del tipo di Aiuto di Stato prescelto:
· Fino al 50% delle spese ammissibili per le piccole imprese;
· Fino al 40% per le medie imprese;
· Fino al 30% per le grandi imprese.
Sono inoltre previste maggiorazioni per progetti in aree svantaggiate o per interventi particolarmente innovativi.