Polizze catastrofali: incentivi pubblici "a rischio" per chi non la fa nei tempi previsti dalla legge
La legge di bilancio 2024 ha introdotto l’obbligo di stipulare la polizza catastrofale - ovvero una polizza assicurativa a copertura dei danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali - per tutte le imprese con sede legale in Italia, escluse solamente le imprese agricole (cfr. legge di Bilancio n. 213/2023, art.1, commi 101-111) e disciplinato con il decreto attuativo del 30 gennaio 2025, n. 18 del Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro delle imprese e del made in Italy (G.U. n. 48 del 27 febbraio 2025).
Con la conversione in legge n.78 del 27 maggio 2025 del decreto di proroga, le attuali scadenze sono:
31 marzo 2025 per le grandi imprese (con periodo di “tolleranza” di 90 giorni)
1° ottobre 2025 per le medie imprese;
31 dicembre 2025 per le micro e piccole imprese.
Per le imprese che hanno già stipulato polizze in essere che offrono una copertura assicurativa simile, è necessario verificare che tali polizze siano conformi ai requisiti minimi stabiliti dalla legge.
In particolare, il comma 102 della Legge di Bilancio afferma che: “Dell’inadempimento dell’obbligo di assicurazione da parte delle imprese di cui al comma 101 si deve tener conto nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni di carattere finanziario a valere su risorse pubbliche, anche con riferimento a quelle previste in occasione di eventi calamitosi e catastrofali.”
Questo significa che la mancata sottoscrizione della polizza catastrofale preclude, in particolare, l’accesso a numerosi incentivi pubblici.
Nelle varie normative agevolate via via pubblicate, tra i vari requisiti obbligatori per accedere, viene già specificato che le imprese devono essere in regola con i requisiti previsti dalla Legge per poter godere dei benefici delle agevolazioni, in determinati casi già dalla presentazione della domanda, pena il diniego della stessa o la decadenza o riduzione del contributo, (se in fase di rendicontazione).
E' quindi ragionevole prevedere che anche le prossime misure agevolate potranno avere questo requisito obbligatorio, per esempio i nuovi incentivi previsti nei prossimi mesi e nel 2026, come l'agevolazione in studio che accorperà la Transizione 4.0 e 5.0.
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