Dal 25 maggio al via la misura Simest per la competitività internazionale
Simest offre la possibilità alle imprese di chiedere un fondo perduto fino al 30% dell'investimenti ammissibile. Il plafond disponibile è di 800 milioni di euro.
Il progetto ammissibile
I progetti devono riguardare innanzitutto investimenti per la transizione digitale o ecologica e possono anche supportare il rafforzamento patrimoniale, compresi l'incremento di capitale sociale/finanziamento soci in società controllate, anche estere, fino a 1,5 milioni.
Quanto chiedere
Il finanziamento minimo è di 10.000 euro. Il massimo non può superare il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci approvati ed è regolato dalla dimensione d'impresa:
- per le microimprese: max. 500.000 euro;
- per le PMI: max. 2,5 milioni;
- altre imprese: max. 5 milioni di euro.
Le spese ammissibili
Con questo strumento è possibile finanziare investimenti in macchinari, attrezzature, software (es. gestionale, ecc..), transizione digitale, sostenibilità ambientale, fotovoltaico, opere e attrezzature di efficientamento energetico, ecc... .
Nel dettaglio:
Spese per la Transizione Digitale, anche in Italia:
a. integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;
b. realizzazione/ammodernamento di modelli organizzativi e gestionali in ottica digitale;
c. investimenti in attrezzature tecnologiche, programmi informatici e contenuti digitali;
d. consulenze in ambito digitale (i.e. digital manager);
e. disaster recovery e business continuity;
f. blockchain (esclusivamente per la notarizzazione dei processi produttivi e gestionali aziendali);
g. spese per investimenti e formazione legate all’industria 4.0 (es. cyber security, big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, simulazione e sistemi cyber-fisici, sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborative, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine);
2. Spese per Transizione Ecologica:
a. spese per investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale, anche in Italia (es. fotovoltaico, efficientamento energetico, idrico, mitigazione impatti climatici, ecc.);
b. spese per ottenimento e mantenimento delle certificazioni ambientali connesse gli investimenti oggetto del finanziamento;
3. Spese per investimenti volti a rafforzare la propria solidità patrimoniale, anche in Italia. Tali investimenti dovranno risultare nell’attivo patrimoniale;
4. Spese consulenziali professionali per le verifiche di conformità alla normativa ambientale nazionale;
5. Spese per consulenze varie.
Le spese Ammissibili devono essere sostenute a partire dalla data di ricezione del CUP assegnato, ed entro 24 mesi dalla Data di Stipula.
L'Agevolazione
L'agevolazione consiste in:
- un finanziamento tutto pubblico, no banca, fino a 8 anni, con tasso fisso finito prossimo allo zero (oggi 0,3%);
- una quota a fondo perduto che, a seconda delle condizioni, può essere fino al 30% dell'investimento ammissibile, fino ad un massimo di 200 mila euro, con un anticipo fino al 50% subito disponibile.
Per chiedere il 30% a fondo perduto occorre dimostrare di aver avuto nei primi mesi del 2026:
o un incremento dei costi energetici almeno del 10%, rispetto allo stesso periodo del 2025;
oppure una riduzione del fatturato (voce A1 del conto economico) almeno del 10% sempre rispetto allo stesso periodo del 2025.
In assenza di tali parametri, è comunque possibile chiedere un fondo perduto del 10% o del 20% in presenza di altri requisiti minimi da verificare di volta in volta, a seconda dei casi.
Contattaci per una prefattibilità gratuita: finanza.agevolata@ad-consult.it; 339.433.2428; tel. 02.871.976.74.