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Fino al 5 novembre aperto alle domande delle Pmi il bando Ri.Circo.Lo di Regione Lombardia

Fino al 5 novembre è aperto il bando Ri.Circo.Lo di Regione Lombardia.
La misura è volta al finanziamento di azioni di simbiosi industriale, prevenzione della produzione di rifiuti, riciclaggio e valorizzazione dei materiali nelle seguenti filiere: plastiche, gomme, materiali polimerici in generale, del tessile; AEE/RAEE (inclusi pannelli fotovoltaici), batterie ed accumulatori; recupero del fosforo; recupero di altre materie prime critiche ai sensi del Regolamento UE 2024/1252.
Sono finanziabili progetti relativi a sviluppo e fabbricazione di tecnologie dalla fattibilità fino alla produzione su scala commerciale, con una spesa minima di 50.000 euro, per macchinari, opere edili, software e consulenze specializzate.

I Beneficiari sono:
- le Pmi sia in forma singola sia aggregata. Possono partecipare all’aggregazione anche soggetti che non siano micro, piccole o medie imprese, ma detti soggetti non potranno essere in alcun modo beneficiari di contributi e le spese che dovessero eventualmente sostenere non saranno ritenute ammissibili al contributo;
- che realizzino interventi nell’ambito di una o più sedi operative ubicate sul territorio lombardo attive alla presentazione della domanda o attivate entro e non oltre la data della prima richiesta di erogazione del contributo;

Le spese ammissibili riguardano le seguenti aree di intervento:
A) filiere delle plastiche, delle gomme, dei materiali polimerici in generale e del tessile
B) interventi relativi alle filiere dei AEE/RAEE (inclusi pannelli fotovoltaici), batterie ed accumulatori
C) Interventi relativi al recupero del fosforo
D) Interventi relativi a materie prime critiche ai sensi del Regolamento UE 2024/1252.
Gli interventi devono rispettare il principio DNSH.
Sono considerate ammissibili le seguenti spese:
- acquisto e installazione di beni strumentali, macchinari, sistemi di automazione e tecnologie adattive, impianti di produzione, attrezzature e arredi, necessari per il conseguimento delle finalità progettuali; revamping dei macchinari esistenti. (min. 30%);
- acquisto di hardware (sono escluse le spese per smartphone, tablet e cellulari) purché strettamente connessi al progetto
acquisto di software gestionale, professionale e altre applicazioni aziendali, licenze d’uso e servizi software di tipo cloud e SaaS e simili (max. 5%);
- servizi di consulenza specializzata per la realizzazione del progetto e di riprogettazione tecnica (per esempio per il revamping), servizi di prova e sperimentazione;
- Prototipazione e validazione tecnologica, servizi per il controllo della qualità;
- spese per sviluppo, registrazione o acquisizione di marchi, brevetti, certificazioni di qualità, certificazioni tecniche, certificazioni per la tracciabilità e la misurazione del contenuto di riciclato nel materiale e/o nel prodotto finito ed eventuale registrazione REACH (max. 20%);
- opere edili-murarie e impiantistiche e relative spese di progettazione e direzione lavori (max. 25%);
- solo in regime de minimis e art. 47 GBER, costi indiretti determinati con un tasso forfettario pari al 7% delle spese ammissibili.
Non sono ammesse a contributo le seguenti tipologie di spese: affitti di terreni, fabbricati e immobili; operazioni di leasing e/o noleggio.
L’avvio dei progetti deve essere successivo alla presentazione della domanda e l’intervento deve essere realizzato e rendicontato entro 24 mesi dalla data del decreto di concessione dell’agevolazione.

L’agevolazione consiste in un fondo perduto che dipende dalla dimensione di impresa (Piccola o media) e dal tipo di regime di Stato prescelto: fino a 300.000 euro se in de minimis o 1,5 milioni di euro se in Gber (art. 17 o 47).
La procedura è valutativa a graduatoria. 
Per i regimi De Minimis e Art. 17 GBER, le spese ammissibili coincidono con l’intero costo dell’investimento.
Per il regime Art. 47 GBER, invece, i costi ammissibili sono determinati sulla base di una perizia tecnica asseverata che individua i costi aggiuntivi dell’investimento mediante l’applicazione dello scenario controfattuale, secondo quanto previsto dalla normativa europea.

Fanno eccezione alcune tipologie di progetto, per le quali non è possibile individuare una alternativa equivalente meno rispettosa dell’ambiente e per i quali i costi ammissibili corrispondono all’intero costo dell’investimento.

Una volta deliberato i contributo, è possibile richiedere un anticipo, facoltativo, pari al 30% dell’agevolazione ammessa a fronte di presentazione di regolare fideiussione bancaria o assicurativa. L’erogazione a saldo avviene entro 80 giorni dalla data di presentazione della rendicontazione finale di progetto.

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